Visto che la voglia di disegnare mi salta addosso,riciclo dei disegni sulla mia vecchia casa
sabato 13 aprile 2013
venerdì 12 aprile 2013
Lilla
Questa è la mia interpretazione di Lilla,la deliziosa cagnetta di Cristiana.
Realizzare questi disegni è stato"facile" e "difficile" nello stesso tempo.
Per capirci non ho mai disegnato Bobby,uno dei miei 2 gatti,
perchè non posso farlo più bello di come è per me.
E capisco che nessun disegno,per quanto ben riuscito sia, possa dare l'idea del proprio cucciolo.
giovedì 11 aprile 2013
A cosa stai pensando ?
Sempre in tema di riciclo e di facebook,quando qualche anno fa, su fb , cominciò a spuntare
l'inquietante domanda : A cosa stai pensando? realizzai questa tavola che poi colorai e ritagliai
mercoledì 10 aprile 2013
Da Ieri ad Oggi
Ieri pomeriggio qualcosa su fb mi ha fatto veramente
girare i cosiddetti. Non sto qui a spiegare cosa, perché come si dice “ci
perdiamo di casa”e poi non ne vale la pena. E probabilmente il mio umore si è
manifestato in qualche mio commento un pò piccato.
Ripeto quanto già detto sul mondo di fb,fondamentalmente
non me ne frega un tubo. Ci passo all’interno non più di mezz’ora al giorno
frazionata nelle 24 ore. Ho all’interno veri amici con cui scambio 2 parole
,qualche mi piace e condividi,ma nulla di più.
La sensazione che mi procura è diversa dal blog. Qui mi
sento come se fossi a casa e avessi invitato degli amici a cena,che ovviamente
fanno quello che vogliono,gironzolano per le
stanze,chiacchieriamo,scherziamo,etc. mentre lì mi sento ad una festa open,dove
sei uno dei tanti invitati ,ti mischi tra la folla ,ma in ogni caso puoi essere
visto e sentito da tutti.
Quelli che trovo insopportabili sono i martellatori di
aforismi (quanto sono profondi e delicati) e i martellatori di padre pio ti
salva,la madonna ti accompagna,dio ti guarda,etc.
A loro sono dedicati questi 3 schizzi fatti tempo fa
Comunque quando sono di cattivo umore (cosa davvero rara
per fortuna) esce fuori il “mio lato femminile”,(intendo Yin e Yang !) e mi
sfogo con lo shopping selvaggio. Non vado a comprare scarpe con tacchi o
borsette Prada ,ma vado in libreria o in un
negozio di Belle Arti e compro anche il superfluo. So che non è elegante
parlare di soldi( ho detto forse di esserlo ?),ma il materiale è caro. Per
queste poche cose ho speso 26 euri!
Ed ho approfittato
dell’offerta di 5 pennarelli al prezzo di 3!
Tornato a casa, ho riletto alcuni racconti brevi scritti
da me qualche anno fa ,facenti parte di un “gioco”di scrittura creativa
proposto da Gianni Allegra,autore satirico,pittore e illustratore (ha una rubrica quotidiana su Repubblica Palermo dal
1999) nel suo blog : ”Il Sole e Le Nuvole”.
Come ho già detto ,fu un’esperienza indimenticabile ,che
ci permise di giocare con creatività e
creare un “gruppo di amici”. Tra le varie iniziative ci fu la raccolta di un
nostro racconto in questo “libro virtuale”.
Infine ieri sera
mi sono iscritto al “Mio Libro.it”
Ilmiolibro.it è la più grande community
italiana di lettori e di scrittori, con oltre 200.000 utenti che visitano il
sito ogni mese, più di 130.000 utenti registrati in costante crescita e oltre
20.000 scrittori che hanno creato la propria opera attraverso il sito. Un
social network dedicato ai libri, dove i lettori e gli autori sono protagonisti.
Non avendo mai pubblicato alcunché
attraverso i classici canali editoriali,stamattina
ho chiesto un parere ad un amico che mi ha consigliato di farlo,con la sottile
soddisfazione di mandare a fare ingrillo editori miopi e codardi. Così mi sono
deciso,il libro me lo farò da solo. Questo significa andare incontro ad un “lavoraccio”:
copertina,impaginazione,presentazione,etc.ma i costi sono più contenuti per
ovvie ragioni.
Malgrado il libro ”La carica delle 101 Copertine” preveda quasi
tutte le pagine a colori.
Quindi prima di fuggire a
gambe levate e cancellarvi da miei “Followers” mettete una mano nel cuore ,e soprattutto
l’altra nel portafogli perché esso verrà alleggerito,di poco,ma alleggerito.
martedì 9 aprile 2013
Riciclo
Come suggeritomi da un caro amico,dovrei cominciare a inserire
i disegni in un contesto narrativo.
Questo in un certo senso è già avvenuto con Barnie e le sue “covers”,ma
adesso mi piacerebbe
raccontare
storie,anche brevi,illustrate.Facile a dirsi ma non altrettanto a farsi,
significa scrivere il testo, la relativa sceneggiatura ,la story-board e poi realizzare
le tavole.Anche se leggo in giro molte storie ben descritte,mi piacerebbe farne
di mie.
Questo per dire che ho voglia di scrivere più che di
disegnare…ed è quanto dire..! Quindi riciclo vecchi e nuovi lavori,e visto che
il tema “schizzati” tira…continuiamo a farci del male.
Etichette:
Acquerello,
Acrilico,
bah,
Chine colorate,
Pennarelli
lunedì 8 aprile 2013
domenica 7 aprile 2013
John,Ian,Don Vito e Boh
Appena posto quattro disegni senza di lui,ecco che mi spedisce quattro cartoline
dalle vacanze.Le posto per non sentirlo (anche se non parla) al ritorno.
sabato 6 aprile 2013
Mezzo Giorno
Stamattina,dopo una passeggiata sotto un sole finalmente primaverile,sono rientrato ed ho cominciato a mettere un po di ordine tra le mie cartelle infinite.Ho ritrovato questo schizzo a penna che ho sempre tentato di colorare,ma mai con la pazienza necessaria.Essendo uno schizzo preparatorio per una tavola,non aveva i contorni ben delimitati,e quindi ogni tentativo di riempimento di colore risultava vano perchè riempiva altri campi.Avrei potuto rifarlo "ben curato " ma,a parte la pigrizia, vuoi mettere il piacere di disegnare male.
Anche il nome era diverso,lo avevo chiamato "oggetti-va-mente",con l'intento di farne una serie.Boh.
" Ciò che nella vita è gesto,movimento,carattere,espressione degli esseri
viventi e collocazione degli oggetti,nell'opera d'arte diventa linea "
F. Bracquemond - Du dessin et de la couleur - 1885
venerdì 5 aprile 2013
Barnie in vacanza
Devo ammettere che,malgrado mi faccia alquanto incazzare,non
riesco a stare per
molto tempo senza Barnie.Credo sia reciproco.
Dopo le 101 e più performances,si è concesso una vacanza con
la tipa dai capelli rossi.
E fanno il bagno di notte che è, si molto bello,ma anche
molto freddo in questo periodo.
Certo non avranno problemi a “riscaldarsi”,ma per farlo io
deve essere luglio-agosto,
con temperature sopra la media stagionale !!!
giovedì 4 aprile 2013
The Sound of Silence - Simon & Garfunkel
Grazie all’idea di Black,da me subito abbracciata,inizia una
collaborazione che,se il buon giorno
si vede dal mattino,si preannuncia interessante e
coinvolgente. Inter-Agiremo con testi e disegni.
Ribadisco la mia totale stima e gratitudine al blog “Come un
Killer Sotto il Sole”per aver dato al mio
vecchio e polveroso “guardaroba musicale” una ventata di
rinnovamento e di approfondimento.
Mi piace molto il modo di scrivere di
Black,asciutto,essenziale,senza fronzoli ma arricchito di interessanti
aneddoti.E il tutto condito con un filo di leggerezza che a volte dichiara
esplicitamente i suoi gusti e a volte li lascia intravedere.Senza mai assumere
toni assolutisti e definitivi,ma lasciando aperto a differenti idee e
gusti.Quindi a maggior ragione,conoscendo il suo apprezzamento
per i miei lavori,ho accettato
con entusiasmo.Bene,adesso se volete,buona lettura-visione-ascolto.
THE
SOUND OF SILENCE – SIMON & GARFUNKEL
Una canzone che come un filo sottile lega due dei momenti più bui della storia
Una canzone che come un filo sottile lega due dei momenti più bui della storia
americana e di tutta l’umanità. Una canzone che è in grado di raccontare il
silenzio
e il dolore, la tragedia universale di un
popolo ma anche quella intima e
privata di una generazione. Una canzone che si veste di dolcezza e di melodia, ma
che nasconde un corpo martoriato di ferite. Questa è la storia di The Sound Of
che nasconde un corpo martoriato di ferite. Questa è la storia di The Sound Of
Silence, questa è la storia di parole che “caddero come gocce di pioggia,
e
riecheggiarono, nei pozzi del silenzio “.
Il 23 novembre del 1963, il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy,
viene assassinato mentre sfila per le strade di Dallas. L’esecutore materiale
dell’omicidio é Lee Harvey Oswald, un sociopatico con simpatie comuniste, che
Il 23 novembre del 1963, il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy,
viene assassinato mentre sfila per le strade di Dallas. L’esecutore materiale
dell’omicidio é Lee Harvey Oswald, un sociopatico con simpatie comuniste, che
verrà ucciso a sua volta qualche ora dopo. Varie teorie del complotto sostengono
che non abbia agito da solo e che l’attentato fosse stato ordito dalla mafia con
l’appoggio della Cia. Comunque sia andata, con Kennedy non muore solo un grande
uomo, ma vengono ghermite, mentre spiccano il volo verso un futuro migliore, le
speranze di un’intera nazione. L’America si ferma, piange il suo presidente,
che non abbia agito da solo e che l’attentato fosse stato ordito dalla mafia con
l’appoggio della Cia. Comunque sia andata, con Kennedy non muore solo un grande
uomo, ma vengono ghermite, mentre spiccano il volo verso un futuro migliore, le
speranze di un’intera nazione. L’America si ferma, piange il suo presidente,
ammutolisce di fronte a una tragedia inaspettata e immensa. Leggenda vuole che
sia
proprio in questo clima di cordoglio, smarrimento e doloroso silenzio che, nel
febbraio del 1964, Paul Simon metta mano per la prima volta a quella che
proprio in questo clima di cordoglio, smarrimento e doloroso silenzio che, nel
febbraio del 1964, Paul Simon metta mano per la prima volta a quella che
diventerà la sua canzone più famosa, The Sound Of Silence.
L’11 settembre del 2001, diciannove terroristi di Al
Qa-ida dirottano quattro
voli civili, due dei quali vengono fatti schiantare contro le torri gemelle del
World Trade Center di New York, provocando circa tremila vittime. Gli esecutori
materiali della strage vengono tutti identificati, anche se varie teorie del
complotto sostengono che dietro l’attacco ci sia un piano elaborato dall’ala più
conservatrice della politica americana (i Theocon) in combutta con la Cia.
Qualunque
sia la verità, l’America, e così tutto il mondo occidentale, percepiscono per la
prima volta, in modo eclatante, che una guerra (non convenzionale, ma subdola
e vigliacca) è davvero in atto e che nessuno sarà, a nessuna latitudine, mai più
al sicuro. Oggi la ferita è ancora aperta, la paura accompagna, sottotraccia,
i nostri giorni, e un silenzio irreale, ancora ci stordisce ogni volta che le
sia la verità, l’America, e così tutto il mondo occidentale, percepiscono per la
prima volta, in modo eclatante, che una guerra (non convenzionale, ma subdola
e vigliacca) è davvero in atto e che nessuno sarà, a nessuna latitudine, mai più
al sicuro. Oggi la ferita è ancora aperta, la paura accompagna, sottotraccia,
i nostri giorni, e un silenzio irreale, ancora ci stordisce ogni volta che le
immagini di quello schianto tornano innanzi a nostri occhi. E’ il silenzio del
terrore, quel vuoto di stupore e incredulità che anticipa di qualche secondo
un
grido di disperazione.
Dieci
anni dopo la strage, durante la celebrazione del 10° anniversario
dell’attentato, Paul Simon, accompagnato dalla sola chitarra acustica, canterà
nuovamente The Sound Of Silence, la canzone scritta quarantasette anni prima in
circostanze altrettanto tragiche. Lo farà proprio lì, a Ground Zero, dove la
ricostruzione oggi è quasi terminata, ma quei morti, quel dolore, le lacrime e la
paura
restano la muta voce di un’umanità violentata. Il suono del silenzio.
Una canzone, due tragedie, il senso d’impotenza e solitudine di chi si ritrova a
fare i conti con l’oscurità e la barbarie (“Salve oscurità, mia vecchia amica /
ho ripreso a parlarti ancora perché una visione che fa rabbrividire/ dolcemente
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo/ e la visione si è insinuata nel
Una canzone, due tragedie, il senso d’impotenza e solitudine di chi si ritrova a
fare i conti con l’oscurità e la barbarie (“Salve oscurità, mia vecchia amica /
ho ripreso a parlarti ancora perché una visione che fa rabbrividire/ dolcemente
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo/ e la visione si è insinuata nel
mio cervello/ e ancora persiste nel suono del silenzio”). Ma anche una
riflessione
e poetica sull’animo umano, sul senso di smarrimento dell’individuo quando si
e poetica sull’animo umano, sul senso di smarrimento dell’individuo quando si
muove in un contesto sociale, sull’incapacità di comunicare agli altri e di farsi
comprendere ( “…e nella luce pura vidi migliaia di persone, o forse più persone
che parlavano senza emettere suoni persone che ascoltavano senza udire”),
comprendere ( “…e nella luce pura vidi migliaia di persone, o forse più persone
che parlavano senza emettere suoni persone che ascoltavano senza udire”),
sull’afasia che ci coglie nel momento di raccontarci, di esprimere la nostra
bellezza
interiore (“persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato” ).
interiore (“persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato” ).
The
Sound Of Silence apre però anche una nuova stagione musicale: il mondo sta
cambiando e Simon & Garfunkel danno voce a quella parte di gioventù che, da
un lato, non si riconosce più in un rock che si sta evolvendo nella sperimentazione
e
che sta perdendo lo slancio ingenuo degli inizi, e che, dall’altro, non riesce
nemmeno a identificarsi nella canzone di protesta di Bob Dylan e Joan Baez. In tal senso, il folk del duo newyorkese percorre una strada tutta interiore, punta
all’intimismo dell’ascoltatore, che coinvolge con un poetico gioco di ossimori (il titolo della canzone ne è un esempio brillantissimo) e simbolismo (il silenzio
in contrapposizione al rumore del rock’n’roll e dello slogan politico), in cui
a fronte di melodie calde e avvolgenti, vengono proposti testi che raccontano il disagio esistenziale e la sofferenza interiore.
La canzone viene pubblicata per la prima volta, e in versione rigorosamente acustica, su Wednesday Morning,3 A.M., esordio datato 1964, di cui non si
che sta perdendo lo slancio ingenuo degli inizi, e che, dall’altro, non riesce
nemmeno a identificarsi nella canzone di protesta di Bob Dylan e Joan Baez. In tal senso, il folk del duo newyorkese percorre una strada tutta interiore, punta
all’intimismo dell’ascoltatore, che coinvolge con un poetico gioco di ossimori (il titolo della canzone ne è un esempio brillantissimo) e simbolismo (il silenzio
in contrapposizione al rumore del rock’n’roll e dello slogan politico), in cui
a fronte di melodie calde e avvolgenti, vengono proposti testi che raccontano il disagio esistenziale e la sofferenza interiore.
La canzone viene pubblicata per la prima volta, e in versione rigorosamente acustica, su Wednesday Morning,3 A.M., esordio datato 1964, di cui non si
accorge
nessuno o quasi (il disco venderà meno di 2000 copie). Paul Simon e
Art
Garfunkel,completamente sfiduciati, mollano il colpo e si separano.
Fortunatamente per loro, alla Columbia, casa discografica che ha prodotto il disco,
lavora un certo
Tom Wilson, lo stesso che aveva appoggiato e favorito la svolta
elettrica di
Dylan. Wilson prende la registrazione acustica del brano e vi aggiunge
gli
strumenti elettrici : chitarra, basso e batteria. E ripubblica il singolo,
senza nemmeno avvertire Paul e Art. The Sound Of Silence entra così in classifica e
lancia
verso il successo la coppia Simon & Garfunkel, che in realtà, sulla carta,
non
esiste più. Leggenda vuole che Paul Simon, che nel frattempo si trovava
in giro per l’Europa a suonare in piccoli club, apprenda la notizia dell’exploit di
The
Sound Of Silence cinque minuti prima di salire sull’anonimo palco di un
localino di Copenaghen. Il tempo di fare le valige e ritorna in America, per iniziare
una
nuova, e insperata, stagione di successi.
La canzone fu poi ripubblicata su Sounds Of Silence del 1966, album della
La canzone fu poi ripubblicata su Sounds Of Silence del 1966, album della
definitiva affermazione, e fu inserita nella colonna sonora de Il Laureato (1967),
che porta il duo newyorkese al primo posto delle classifiche americane. Da lì in
avanti, usciranno altri due bellissimi dischi, anche se ormai l’intesa artistica
e
personale tra Simon e Garfunkel è ai minimi termini. La fascinazione e l’incanto
di Bookends (1968) e di Bridge Over Trouble Water (1970) verranno infatti
personale tra Simon e Garfunkel è ai minimi termini. La fascinazione e l’incanto
di Bookends (1968) e di Bridge Over Trouble Water (1970) verranno infatti
sovrastati dal “rumore” incessante di furibonde litigate, che portano allo
scioglimento del gruppo sul finire del 1970.
mercoledì 3 aprile 2013
"Badit Eroticus"
Nel 1999 realizzai
questo acquerello di getto ( la tecnica non permette ,tranne rari
casi,tentennamenti o indecisioni).Malgrado l’evidente nudità,non lo ritengo “volgare”
o “osceno". Eppure lo postai qualche anno fa e qualcuno mise la segnalazione ,che
non ricordo come si chiama,ma che lo definisce “ inappropriato “.
Questo mi fece pensare alla creazione di un altro blog…tipo “
Badit Eroticus “ con acceso vietato ai minori,
chissà se un giorno…
martedì 2 aprile 2013
...vale a dire 30 anni fa
Qualche giorno fa,gironzolando per blog,sono capitato volentieri nel blog di
B.F,che tiene in alto a destra l'aforisma di H.M.Come
comunicato a lui,mi ricordava un disegno fatto nei primi anni '70 e regalato
ad un amico.Ho promesso di recuperarlo e così stamattina ho visto F.che mi
ha prestato il disegno per postarlo.La misura è più grande di un A4,così ho fatto
2 scansioni.Qualcuno,da Milano, si starà chiedendo quando farò i disegni per
il suo solito ,bellissimo "articolo"...lo volevo rassicurare ,ci comincio a lavorare
da oggi pomeriggio.
Farrokh Bulsara
Avevo lasciato colpevolmente questo disegno sul desktop.
Lo posto ,così posso dedicarmi ad altro.Come sempre lo
posterò anche su fb,dove non metto mai la descrizione o un
commento al disegno.Pensavo che qualcuno,non conoscendo
l'origine del ritratto,potrebbe pensare ad un ironico e narcisistico
autoritratto,per via del mio cognome.Qest'ultimo viene tutt'oggi
storpiato in : lorre, lorrè,lo rè,etc.ma almeno non mi domandano
più : ma la regina dov'è ?...e giù risate....
lunedì 1 aprile 2013
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