martedì 14 maggio 2013

Tra ombrelli e fenicotteri

In previsione della partenza per Milano di giovedì prossimo,sono andato a vedere le previsioni
meteo per la settimana.Praticamente pioverà sempre! Non che me ne freghi molto,non ho particolari
idiosincrasie nei confronti del tempo,tranne il vento che proprio non sopporto,le altre manifestazioni 
climatiche mi piacciono.Pioggia,sole,grandine,neve,chiaramente nelle giuste dosi,mi sembrano (appunto)naturali.Non sopporto quelli(e qui sono tanti)che alle prime 2 gocce d'acqua,
si imbacuccano tutti e aprono gli ombrelli,come in attesa del diluvio universale.
Ecco,l'ombrello non lo sopporto neanche,ma avendone anche uno piccolo,vivo l'atroce dilemma esistenziale:metterlo in borsa (inutilmente,tanto non lo userò) o no !
Ieri casualmente sono venuto a conoscenza di questa interessante mostra.
Potrei addirittura andare all'inaugurazione,visto la vicinanza dal mio alloggio.
Ho visitato il sito della galleria,molto ma molto interessante...    


Domenica scorsa sono andato a villa Filippina,ho posteggiato la moto nella piazza e
prima di entrare, mi sono accorto di una strana presenza


Ricordavo di essere stato a villa Filippina molte volte,ma solo la sera,quando d'estate viene adibita a cinema
all'aperto. Era la prima volta che la vedevo di giorno e mi è sembrata più grande e più bella.


C'era una specie di "family day" dedicato ai bambini

Ci sono andato per ritirare questo invito ( ovviamente non potrò essere presente all'inaugurazione)

e per consegnare il mio acquerello,che farà parte dell'allestimento 

domenica 12 maggio 2013

Folsom Prison Blues - Johnny Cash

Secondo appuntamento con la premiata ditta “Black & Badit”.
Ci siamo ripromessi di dare una cadenza  settimanale o quindicinale alla nostra
collaborazione,così da avere una certa regolarità nella pubblicazione.
Oggi tocca a Johnny Cash,ed alla sua canzone  Folsom Prison Blues.
Buona lettura-ascolto-visione 



FOLSOM PRISON BLUES – JOHNNY CASH

“When I was just a baby, my mama told me, son Always be a good boy, don't ever 
play with guns / But I shot a man in Reno, just to watch him die” (Quando ero solo
 un bimbo mia mamma mi disse: figlio sii sempre un bravo ragazzo, non giocare m
ai
 con le pistole / Ma uccisi un uomo a Reno solo per vederlo morire). Quello ci
tato
 è il verso più famoso di Folsom Prison Blues, canzone che uno sconosciuto J
ohnny
 Cash scrisse agli inizi del 1950 e che registrò e portò al successo solo s
uccessivamente,
 nel 1956, quando iniziò a incidere per la mitica Sun Record di S
am Philips.
 Una canzone che, a dispetto del ritmo caracollante, suona amara e ma
linconica
 perché racconta una storia di prigionia, di dolore e rassegnazione. 
Protagonista del brano è un uomo imprigionato nel penitenziario di Folsom.
 Se ne sta chiuso in cella da tempo immemore (Sono rimasto rinchiuso nella prigione di
 Folsom dove il tempo scorreva interminabile) ad ascoltare il rumore del treno che
passa vicino alla prigione (Sento quel treno che arriva, arriva da dietro la cu
rva).
 Un rumore che è fonte di nostalgia, di riflessioni sui propri errori e su 
una speranza 
di libertà che non arriverà mai (Quando sento quel treno che avanza piego la testa e piango). 



Cash tinteggia in nero una storia di ordinaria violenza, non vuole commuoverci,
 vuole solo raccontare i fatti, la solitudine della prigionia, l’angoscia che si prova
 per  un futuro  già scritto che non potrà essere emendato.
 E’ quel verso fulminante (e disturbante), citato all’inizio, che ci impedisce
 ogni partecipazione alle sorti del prigioniero, che non ha alcuna giustificazione per il reato
 che ha commesso, perché ha sparato un uomo “solo per vederlo morire “.
 Nessuna vera motivazione, dunque, non una donna, del denaro, o una lite.
 Nulla che dia un senso alla morte. Solo la violenza per il gusto della violenza.
 Non c’è solo un filo di luce che illumini la scena : il sole è soltanto intuito
 (Non ho più veduto la luce del sole da talmente tanto tempo che nemmeno 
io mi ricordo da quando), e nel buio rimbombano lo sferragliante passaggio del
 treno e lividi pensieri di morte. Per tutto il testo, Cash non cerca mai la strada
 della comprensione e del perdono, perché non vuole mitigare la tragicità del racconto. Che anzi, prova a esasperare accennando una caustica querelle sociale, 
in cui si pone l’accento sulla diseguaglianza fra ceti (la vita dei ricchi è un 
treno in movimento, quella dei poveracci è una cella buia), sulla lotta di class
e
 e il rancore che ne deriva (Scommetto che ci sono persone ricche nelle sue
 fantastiche carrozze risplendenti e probabilmente bevono caffè e fumano grossi sigari).
 E’ un Cash giovanissimo quello che scrive Folsom Prison Blues. Non gli sono
ancora piombati addosso le pressioni dello star system, la costante e deleteria
conflittualità col padre, le angosce di una vita sentimentale insoddisfacente 
(che risolverà solo con il divorzio da Vivian e il matrimonio con June), i problemi
 di dipendenza dalle anfetamine (da cui non si libererà mai completamente) e i
conseguenti problemi giudiziari (arrestato per possesso di stupefacenti nel 196
5,
 sfiorerà quella prigionia così amaramente descritta nella canzone). 



Ma quando nel 1968 si reca alla Folsom Prison per tenere un concerto da lui 
fortemente voluto, nonostante la resistenza della sua casa discografica, quelle tragedie
 le ha vissute già tutte. Canta per i detenuti, ed è come se cantasse per sè stesso. 
Conosce il dolore e conosce la tribolazione, conosce esattamente il pane duro
 della condanna e della reclusione (per lui la dipendenza dalla droga, per il suo
 pubblico il carcere). Non è un caso quindi che il concerto (da cui sarà tratto un
leggendario disco dal vivo) preveda una scaletta anomala rispetto al repertorio
di Cash, che omette volutamente canzoni famosissime ma lontane dalla realtà
 carceraria (I Walk The Line, Ring Of Fire), per proporre un repertorio “condiviso”,
tra cui spiccano Send A Picture Of Mother (l’angoscia della prigionia),
 25 Minutes To Go (il patibolo che attende) e la ballata disperata di I Still Miss
 Someone. Ed è altrettanto ovvio che The Man In Black apra il concerto eseguendo
 Folsom Prison Blues, così da restituire la canzone, qui in una versione memorabile,
 a i  legittimi proprietari.




Tutti al mare

Barnie continua ad inviare cartoline dalle vacanze al mare.Preso da struggente
invidia,ci vado pure..noi






sabato 11 maggio 2013

Bianco e Nero


Fenicottero e Nudo 45

Ho realizzato questo acquerello in occasione dell'Exhibit, un'istallazione  per
sensibilizzare sul pericolo di estinzione dei boschi di mangrovie e la
salvaguardia dei fenicotteri.E uno studio di nudo con numerazione a casaccio
 visto  che non ricordo mai il numero precedente.





venerdì 10 maggio 2013

Mezz'ora

Come dicevo questi 2 giorni di pausa da internet  mi hanno permesso di mettere un po di ordine tra i lavori fatti.Ho stampato gran parte delle 101 “covers” di Barnie  ( su carta Epson di ottima qualità e con colori originali),ed incorniciato o portato ad incorniciare, gli acquerelli ,gli acrilici e le tempere rimanenti.
Ho materiale sufficiente per allestire 2 mostre(una su Barnie con gli originali e le stampe, ed un’altra con vecchi e nuovi lavori,appunto acquerelli,acrilici e tempere).Per lunedì conto di avere tutto pronto,ho soltanto il dubbio se far passare l’estate (che qui è già scoppiata) o no.
Di mezzo c’è anche questo breve viaggio a Milano che inizierà giovedì prossimo e si concluderà lunedì mattina.
Non ho premura,conto di passare un’estate cittadino/casalinga,tipo: mare-back to home-pranzo-pennica?(mezz’ora)-studio-corsa?(mezz’ora)-birretta-cenetta-gelatino-filmino(arena)-
cretino?(mezz’ora)







giovedì 9 maggio 2013

Before e Camaleonte

Come accennavo in un commento,sono stato senza connessione per 2 giorni
per via di un guasto al modem.Dapprima sembrava un problema di linea,poi
si è scoperto essere il modem che stamattina ho cambiato.
Devo dire che dopo un'iniziale "panico",ne ho approfittato per fare un po di
cose che con la connessione non avrei fatto o fatto con tempi più lunghi.
In attesa di rimettermi al lavoro,posto dei "vecchi" disegni.













domenica 5 maggio 2013

Sketch 117-120-127

Questi sono degli schizzi preparatori,a penna e matita,realizzati durante
l'età del bronzo,tra i miei 15/20 anni.Li ho ripresi l'anno scorso per colorarli.




venerdì 3 maggio 2013

giovedì 2 maggio 2013

T-Shirt Barnie El Tanguero


Stamattina F., la mia splendida vicina di casa, mi ha bussato e si è presentata cantando e ballando sull'uscio della porta,sventolando contentissima la sua t-shirt.
Lei ,che fa l'insegnante di mestiere,nel tempo libero crea dei personaggi o degli oggetti con il das , con tappi di bottiglia e quant'altro, molto belli,ed ha una passione per i balli.
Alcune serate le dedica alla danza e cerca vanamente di coinvolgermi.
Quando ha visto Barnie El Tanguero mi ha chiesto una stampa per farsi fare questa t-shirt da un negozio vicino casa.
Inutile dire che me la farò fare anch'io.




mercoledì 1 maggio 2013

Gianni & Miki,Prove e Studi

Stasera su fb il mio amico Gianni ha postato una bellissima foto con il suo adorabile Miki.
Ne ho fatto un acquerello veloce,veloce.Posto alcuni fogli prova e 4 schizzi colorati fatti nel pomeriggio